La terapia rigenerativa del linfedema con le cellule mononucleate autologhe da sangue periferico

Mario BELLISI, Carlo COMANDÉ
U.O.S D. di Flebolinfologia dell’A.O.U.P. Paolo Giaccone Palermo.
Centro di Riferimento Regionale Malattie Rare per il Linfedema della Regione Sicilia Direttore M. Bellisi, Palermo, Italy
I pazienti con linfedema hanno una ridotta qualità della vita e, nei casi gravi, una funzionalità degli arti compromessa. I trattamenti attuali sono riabilitativi e spesso palliativi e, a parte la chirurgia limitata ad alcuni casi selezionati e dai risultati incerti, mancano trattamenti per curare il linfedema. Nell’ultimo decennio, la terapia cellulare con cellule differenziate o progenitrici è emersa come nuovo obiettivo di ricerca nella terapia del linfedema.1, 2, 3
Le cellule mononucleate autologhe da sangue periferico (monociti, macrofagi, linfociti), isolate con sistema di filtrazione a caduta, a circuito chiuso, inoculate in un ambiente povero di tessuto linfatico, fungono da booster per innescare, modulare e indirizzare i processi rigenerativi autoctoni, propri dell’organismo, ripristinando l’omeostasi angio-tissutale, normalizzando l’architettura e il corretto funzionamento del tessuto linfatico, ha lo scopo di ripristinare la funzionalità e l’integrità strutturale dei vasi linfatici che nei pazienti con linfedema è compromessa.4, 5
Nella nostra esperienza l’impianto di PBMNC si è dimostrato, nei casi selezionati, efficace e sicuramente ben tollerato, senza effetti collaterali; da un punto di vista clinico si è osservato un netto miglioramento sintomatico e funzionale in tutti i pazienti trattati, indipendentemente dalla causa del linfedema; nei pazienti con linfedema primario si è avuto un significativo miglioramento con recupero delle normali attività funzionali. Ai controlli linfoscintigrafici nel 70% dei pazienti trattati sono state visualizzate le stazioni linfonodali poplitee e inguinali con iperfissazione del tracciante lungo l’asse iliaco omolaterale non apprezzabile negli studi effettuati prima del
trattamento.
I risultati ottenuti nella cura del linfedema primario sono sensibilmente confortanti convincendoci sempre di più che la medicina rigenerativa rappresenta la via giusta nel percorso terapeutico.6, 7
Nei pochi pazienti trattati con linfedema secondario, il netto miglioramento clinico non è stato correlato ad una significativa risposta al controllo linfoscintigrafico, anche se minimi ma importanti segni di guarigione suggeriscono la possibilità di ottenere, anche in questi pazienti in cui il patrimonio linfatico è stato depleto chirurgicamente, una neo-linfogenesi aumentando o raddoppiando il numero di cicli di trattamento. Purtroppo in questi pazienti oncologici, con linfedema secondario, il problema etico/morale condiziona notevolmente l’utilizzo della medicina rigenerativa nella cura del linfedema, considerato il rischio correlato ad una ipotetica induzione di ripresa neoplastica. Resta anche da approfondire il concetto temporale su quando un paziente oncologico possa essere considerato realmente guarito.
I confortanti dati ottenuti hanno indiscutibilmente sancito che la terapia rigenerativa rappresenta una valida strategia terapeutica, efficace e scevra di complicanze, nella cura del linfedema che a pieno titolo può essere considerata come procedura di primo approccio o di integrazione alle strategie chirurgiche fino ad ora adottate.
In questo contesto, è anche fondamentale sottolineare l’importanza di un supporto nutraceutico, che può essere particolarmente valido in alcune tipologie di linfedema. Un adeguato apporto di nutrienti e composti specifici, come antiossidanti e agenti antinfiammatori naturali come la bromelina e la quercetina, infatti, può contribuire a migliorare il microcircolo, sostenere il drenaggio linfatico (cumarina, escina) e ridurre l’infiammazione cronica. In combinazione con terapie fisiche e mediche, il nutraceutico rappresenta un valido complemento per il miglioramento della gestione del linfedema, soprattutto nei pazienti con forme meno gravi o per il mantenimento dei risultati ottenuti attraverso altre terapie.