Linfedema primario: quando la genetica gioca un ruolo

Quando notiamo un accumulo anomalo di linfa nei tessuti, caratterizzato da gonfiore e dolore, potrebbe trattarsi di linfedema.
Il linfedema è una patologia di cui si parla ancora molto poco ed è cronica e progressiva, infatti ha spesso un impatto significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre.
Per riconoscere il linfedema è necessario, per prima cosa, imparare a conoscerlo.
Qui, per esempio, parliamo di linfedema primario ovvero un linfedema di forma congenita o ereditaria, in cui la causa principale è una disfunzione del sistema linfatico dovuta a un’anomalia genetica., che può manifestarsi già alla nascita o insorgere nel corso della vita.
Esistono, infatti, diverse forme di linfedema primario, classificate in base all’età di insorgenza:
In generale, il linfedema primario è causato da una struttura alterata – fin dalla nascita – del sistema linfatico. Può succedere che i vasi linfatici siano troppo pochi, troppo stretti o malformati e ognuna di questa condizione rende difficile il normale drenaggio della linfa causandone il ristagno.
Alcune forme di linfedema fanno poi parte di sindromi genetiche rare, come la sindrome di Milroy o la sindrome di Meige.
Una delle ragioni per cui è importante conoscere il linfedema è che la sua diagnosi, in particolare quando è di origine primaria, può essere complessa. In particolar modo, quando il linfedema è poco evidente o è tardivo, succede che venga scambiato per un comune edema, una reazione infiammatoria o un problema circolatorio.
Sono purtroppo tantissimi i casi in cui i pazienti passano anni senza una diagnosi corretta, con un forte impatto sulla salute fisica e, conseguentemente, su quella psicologica.
La diagnosi si basa sull’esame clinico e può essere supportata da esami strumentali specifici, come la linfoscintigrafia o l’ecografia linfatica. In presenza di familiarità o sospetto genetico, può essere indicata anche una valutazione genetica.
Riconoscere precocemente il linfedema significa limitare la progressione della malattia e ridurne le complicanza, migliorando così, nel tempo, la qualità della vita del paziente.
Purtroppo, come tutte le forme di linfedema, anche quello primario è una patologia cronica che non può guarire definitivamente. Tuttavia, può essere gestito nel tempo attraverso un approccio terapeutico personalizzato e multidisciplinare. A seconda del singolo caso, il trattamento può includere:
Tra gli integratori per la gestione del linfedema, Flebomix Linfo spicca per completezza della gestione della patologia.
Grazie alla sua formulazione a base di estratti naturali ad azione sinergica, sostiene l’organismo nei casi di stasi linfatica e sensazione di gonfiore.
Il Meliloto, noto per la sua azione drenante che aiuta a eliminare i liquidi in eccesso, lavora in sinergia con l’Ippocastano, che favorisce anche il corretto funzionamento del microcircolo, e con il Cardo mariano che contrasta lo stress ossidativo supportando la fisiologica funzione epatica, fondamentale nei meccanismi di depurazione dell’organismo.
Il risultato è un migliore equilibrio linfatico e venoso, e un aiuto naturale, concreto e prezioso per chi convive con disturbi cronici come il linfedema.