Trattamento medico dell’IVC

La malattia venosa cronica è una patologia che si manifesta con una prevalenza del 10-33% nelle donne e del 10-22% negli uomini.
L’incidenza annuale, ovvero il numero di nuovi casi di malattia in una specifica popolazione, è per le donne del 2,6% mentre per gli uomini del 1,9%.
Nell’85% dei casi di malattia venosa cronica esiste una predisposizione familiare. La patologia colpisce maggiormente la popolazione occidentale e i pazienti di sesso femminile (con un rapporto femmine/maschi di 3 a 1). Inoltre la malattia varicosa si correla linearmente con l’età dei pazienti: si stima che in Italia colpisca il 7-35% degli uomini fra i 35-40 anni e il 15-55% di quelli oltre i 60 anni, il 20-60% delle donne fra i 35-40 anni e il 40-78% delle pazienti oltre i 60 anni.
L’IVC è frutto dell’instaurarsi di un processo patologico che dalla stasi venosa porta a tutte quelle alterazioni emodinamiche responsabili dell’innesco dell’ipertensione venosa e dell’infiammazione cronica delle pareti venose e delle loro valvole le quali danneggiandosi determinano il reflusso che alimenta il danno di parete in un circolo vizioso a senso unico.

I sintomi e i segni della malattia venosa cronica sono:

  • Teleangectasie e venulectasie;
  • Varici visibili e palpabili;
  • Gambe pesanti e stanche;
  • Crampi notturni;
  • Edemi declivi;
  • Prurito;
  • Dolore fino alla claudicazione venosa;
  • Ipodermite;
  • Pigmentazioni cutanee;
  • Eczemi varicosi;
  • Varicorragie;
  • Ulcere;

La sintomatologia è più accentuata nei mesi caldi perché le vene tendono a dilatarsi di più, mentre durante il periodo invernale il problema si ridimensiona.

Da oltre 30 anni sono presenti sul mercato numerose sostanze capillarotrope e venotrope atte a ridurre i sintomi dell’IVC, tra queste spiccano per selettività ed efficienza i composti a base di flavonoidi estrattivi.
I Flavonoidi o Bioflavonoidi sono dei composti polifenolici, prodotti secondari del metabolismo di alcune varietà di piante.
Si tratta di molecole di provata efficacia clinica capaci di agire sui diversi target d’azione responsabili delle alterazioni venose, dei sintomi e dell’evoluzione clinica della malattia venosa cronica (MCV), come:

  • il ridotto tono venoso;
  • la stasi del microcirolo;
  • il ridotto drenaggio linfatico;
  • l’aumento della permeabilità capillare;
  • l’infiammazione delle vene e delle valvole.

Queste molecole abbinano l’azione protettiva e di profilassi sul deterioramento della parete venosa proteggendo le cellule endoteliali dalla stasi e quindi dall’ipossia; prolungano l’effetto vasocostrittore della noradrenalina a livello delle pareti venose, con incremento del tono muscolare vasale e riduzione in tal modo della capacitanza, della distensibilità e della stasi. Questo incrementa il ritorno venoso e riduce l’ipertensione venosa.
Ecco qui di seguito alcuni dei flebotropi più famosi presenti sul mercato.

Tra i bioflavonidi uno tra i più importanti e storici è la Diosmina. Si tratta di una sostanza semisistetica ottenuta dalla Esperidina (flavonoide presente all’interno dei frutti degli agrumi). Essa agisce prolungando l’effetto vasocostrittore della noradrenalina sulla parete dei vasi venosi e linfatici; questi vasi potranno dunque tornare e contrarsi adeguatamente e ciò porterà ad una marcata riduzione dell’edema e quindi del gonfiore, del senso di peso e del dolore. Inoltre la Diosmina inibisce i processi infiammatori tipici dell’IVC inibendo l’espressione di quei fattori che stimolano l’attivazione ed il passaggio di leucociti nella compagine della parete venosa e che sono responsabili della cronicità e dei danni alle valvole e alla parete venosa riducendo marcatamente la sensazione di calore, senso di peso e bruciore.
La Centella (estratta dalla Centella Asiatica) è un composto dalle ottime proprietà flebotoniche. essa rinforza ed elasticizza la parete delle vene, migliorando la circolazione e riducendo quindi il gonfiore, il senso di peso alle gambe e i crampi notturni. Essa viene usata anche nel trattamento della fase emorroidaria acuta, nella microangiopatia diabetica e nella cellulite; inoltre gode di proprietà riepitelizzante in quanto stimola la sintesi di collageni attraverso l’attivazione dei fibroblasti e per questo viene usata nel trattamento delle piaghe, ulcere, ustioni di I e II grado, eczemi, dermatosi e persino psoriasi. Se assunta in grandi dosi può dare fotosensibilità ma il suo dosaggio all’interno dei flebotropi ne limita questo effetto.
La Vite Rossa (estratta dal Vitis Vinifera) è nota per le sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, tonica e vasoprotettrice. Riduce pertanto il gonfiore, il senso di peso, il dolore ed è anch’essa usata nel trattamento delle emorroidi e della cellulite.
Il Ruscus (estratto dal Ruscus Aculeatus meglio nota come Pianta del Pungitopo) è noto per le sue proprietà antiedemigene, riduce inoltre i crampi notturni ed è indicato anche nel trattamento dei geloni
Altro flebotropo noto è la Troxerutina, detta anche vitamina B4. Essa agisce diminuendo la permeabilità capillare; effetto potenziato anche dall’azione antiistaminergica. Inoltre attraverso l’inibizione di un enzima, la jaluronidasi, aumenta i livelli di acido ialuronico che rafforzano il tono della parete venosa la quale si lascerà deformare di meno. Il tutto si traduce con un potente effetto antiedemigeno.
Il Meliloto, estratto dal Melilotus Officinalis, ha origini antiche che risalgono ai tempi degli egizi. Esso è costituito prevalentemente da Cumarina (oltre che da altri flavonoidi) ed ha azione fortemente antiedemigena ottenuta attraverso la riduzione della permeabilità capillare e l’attivazione dei macrofagi i quali renderanno più facilmente riassorbibili i liquidi trasudati dai capillari.
L’Escina altro famoso flebotropo dotato di effetto antiedemigeno estratto dall’Ippocastano (Aesculus Hippocastanum). Grazie ai suoi noti effetti capillaroprotettivi esso trova indicazione anche nel trattamento di diversi stati di fragilità capillare legati ad esempio alla manifestazione di petecchie, ecchimosi ed ematomi.

Da qualche anno è stato messo a punto un processo che permette di selezionare il principio attivo dal resto della componente flavonoica attraverso il frazionamento in particelle di diametro inferiore a 2 μm. Tale processo noto come Micronizzazione, permette di raddoppiare l’assorbimento intestinale rispetto alla forma non micronizzata, inducendo una migliore e più rapida diffusione del farmaco nell’organismo e quindi un più rapido effetto sui sintomi dell’insufficienza venosa cronica. Sarà utile pertanto chiedere al proprio farmacista di fiducia o al vostro medico curante se il flebotropo prescritto sia stato micronizzato o meno.