Stress e difese immunitarie: cosa succede all’organismo

Cambio di stagione, vita ricominciata a pieno, impegni che si accumulano e sempre meno tempo per sé. È il periodo dell’anno in cui torna la stessa domanda: lo stress può influire sulle difese immunitarie? La risposta non è un semplice sì o no, perché gli effetti dello stress sull’organismo dipendono soprattutto da quanto dura e dal contesto in cui si presenta.
Lo stress è una normale risposta dell’organismo alle situazioni che richiedono attenzione e adattamento. Nel breve periodo attiva una serie di meccanismi, tra cui il rilascio di ormoni come cortisolo e adrenalina, che aiutano a gestire una fase impegnativa.
Diverso è il caso di una pressione che si prolunga per settimane o mesi. La ricerca ha osservato che lo stress cronico può alterare l’equilibrio tra sistema nervoso, endocrino e immunitario. Per questo il rapporto tra stress e sistema immunitario non si riduce all’idea di avere, semplicemente, le difese immunitarie basse.
Nei periodi più intensi, il modo in cui ci sentiamo dipende spesso da come cambiano le nostre giornate: andiamo a dormire più tardi, mangiamo di fretta, rinunciamo al movimento o continuiamo a pensare agli impegni anche quando potremmo fermarci.
Sono aspetti diversi ma collegati. Il sistema immunitario fa parte di un organismo che ha bisogno di nutrimento, riposo e tempo per recuperare. Per questo, parlare di stress e difese immunitarie significa guardare anche alle abitudini che accompagnano i periodi di maggiore pressione.
Quando c’è troppo da fare, il riposo è spesso la prima cosa a cui si rinuncia. Eppure il sonno fa parte dei normali processi di regolazione dell’organismo, compreso il funzionamento del sistema immunitario. Proteggerlo, per quanto possibile, con orari regolari è un modo concreto di dare spazio al recupero.
Pasti saltati, cene improvvisate o pranzi poco adeguati possono capitare a chiunque. L’importante è che non diventino la regola: un’alimentazione varia assicura all’organismo un apporto adeguato di nutrienti.
Tra i nutrienti, alcune vitamine e alcuni minerali svolgono funzioni precise. La vitamina C, la vitamina D e lo zinco contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario. Alcune vitamine del gruppo B contribuiscono al normale metabolismo energetico. Tra queste, niacina, vitamina B2, B6 e B12 contribuiscono anche alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Sono contributi nutrizionali specifici, non una scorciatoia che da sola compensa ritmi e abitudini poco equilibrati.
Non esiste una singola azione che agisca da sola sulle difese. Conta l’insieme delle abitudini che riusciamo a mantenere anche nelle settimane più piene: mangiare in modo vario, bere a sufficienza, muoversi con regolarità, dormire e trovare momenti in cui staccare davvero.
Quando i ritmi si fanno serrati, anche l’attenzione all’alimentazione può passare in secondo piano. Se l’apporto di alcuni nutrienti è ridotto o il fabbisogno aumenta, un integratore può offrire un supporto nutrizionale. Non sostituisce però una dieta varia ed equilibrata né uno stile di vita sano.
Difesaplus è un integratore che unisce vitamine e minerali a Echinacea, beta-glucano e pappa reale. Nella sua formulazione, vitamina C, vitamina D e zinco contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario, mentre l’Echinacea favorisce le naturali difese dell’organismo. Niacina, vitamine B2, B6 e B12 contribuiscono al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Difesaplus si inserisce così in una routine di benessere più ampia, fatta di alimentazione varia, riposo, movimento e attenzione alle esigenze dell’organismo, anche nei periodi più intensi.
Dipende dalla durata. Lo stress di breve periodo è una risposta di adattamento. Quello prolungato può alterare l’equilibrio dell’organismo, anche perché spesso si accompagna a meno sonno, pasti irregolari e poco movimento.
Tra le altre, la vitamina C, la vitamina D e lo zinco (che è un minerale). Si assumono prima di tutto con un’alimentazione varia.